Comunicazione Nonviolenta

La Comunicazione Nonviolenta (o Comunicazione Empatica) ha come obiettivo il miglioramento nella qualità delle relazioni e si basa sul principio che l’empatia faccia parte della nostra natura.
Le strategie violente, fisiche o verbali,  sono comportamenti che la cultura prevalente insegna e sostiene allontanandoci da noi stessi e dagli altri, espressione tragica dei nostri bisogni insoddisfaatti.

Marshal Rosenberg

rosenbergMarshal Rosenberg ha sviluppato nel 1960 un processo di Comunicazione per trovare maggiore autenticità nella comunicazione, una maggiore comprensione, connessioni più profonde e risoluzione dei conflitti.
Secondo Marshall Rosenberg il linguaggio e il modo in cui usiamo le parole hanno un ruolo cruciale nel riuscire a rimanere collegati empaticamente a noi stessi e agli altri.
Noi pensiamo attraverso le nostre parole, e le parole condizionano i nostri pensieri
Sono stati fatti alcuni studi  sulla relazione tra linguaggio e violenza nelle varie culture e in particolar modo sull’uso in termini quantitativi di espressioni che giudicano e definiscono (giusto, sbagliato, buono, cattivo, normale, anormale, competente, incompetente) e mettendo in relazione questo con gli atti di violenza (suicidi, violenze su donne e bambini, violenze domestiche). Il risultato? Esiste una correlazione molto forte tra uso di termini statici e violenza.

Gli obiettivi della CNV

La CNV intende trovare un modo perché ogni persona ottenga ciò che per lei è davvero importante, senza ricorrere alla colpa, l’umiliazione, la vergogna, il biasimo, la coercizione o la minaccia.
È utile per risolvere i conflitti, trovarsi in sintonia con gli altri e vivere in maniera consapevole, presente e in armonia con le necessità profonde e genuine che appartengono a te e agli altri.

Le 2 fasi e i 4 elementi della CNV

La CNV è un processo che si basa su una costante ricerca di una qualità nella relazione.

 Alterna 2 fasi:

  1. Empatia= Ascolto profondo e rispettoso di ciò che è vivo nell’altro
    Tornare verso se stessi ascoltando l’altro
  2. Assertività= espressione autentica di sé
    Andare verso l’altro esprimendo ciò che è vivo dentro di noi

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Come faccio questo? Attraverso un metodo basato su 4 elementi:

  1. Osservazioni “neutre” di ciò che accade
  2. Sentimenti (come ci si sente in relazione a quello che osserviamo)
  3. Bisogni che danno origine ai nostri sentimenti
  4. Richieste (le azioni che desideriamo richiedere al fine di arricchire la nostra vita)

Osservazioni “neutre” di ciò che accade

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Osservare quello che accade realmente, quello che vediamo, ascoltiamo, tocchiamo, senza interpretazioni, deduzioni, generalizzazioni, senza giudizi di valore o di merito, ne valutazioni di alcun tipo. L’osservazione dovrebbe essere la stessa fatta da una videocamera che riprende solo quello che vede e sente, senza aggiungere altro.

Es.

  1. Alle riunioni condominiali Lucia parla un po’ troppo (comunica una valutazione, un giudizio)
  2. Andrea, ieri sei stato in palestra per 3 ore di fila (esprime un fatto osservato)

L’osservazione è il primo passo della CNV, un elemento fondamentale poiché fa la differenza tra ciò che è e ciò  che pensiamo, uno spazio dove il dialogo ridiventa possibile.

Sentimenti (come ci si sente in relazione a quello che osserviamo)

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Il secondo elemento cardine della CNV è quello emotivo, (esprimere ciò che sentiamo).

I sentimenti sono il campanello d’allarme che ci avvisa se i nostri bisogno sono soddisfatti o meno: sentimenti piacevoli indicano bisogno soddisfatti, sentimenti spiacevoli indicano bisogno insoddisfatti (non positivi o negativi).

Per comunicare quello che sentiamo, è importantissimo imparare a sviluppare un vocabolario emotivo più ampio, che ci consenta di esprimere correttamente le nostre emozioni.

Bisogni che danno origine ai nostri sentimenti

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Quando i nostri bisogni sono soddisfatti, proviamo sensazioni felici e piacevoli; quando invece non sono soddisfatti, abbiamo sensazioni sgradevoli.
Spesso, sintonizzandoti sulla sensazione, puoi trovare il bisogno sottostante. Esprimere il bisogno, senza darne un giudizio morale, ti rende chiaro cosa sta accadendo in te o nell’altra persona in quel determinato momento.

I bisogni rappresentano ciò che è indispensabile alla nostra piena espressione come esseri umani, che ci dà sicurezza e senso. Rappresentano un potenziale umano, personale e sociale. I bisogni sono manifestazioni della vita, esprimono quello che è vivo in noi e cosa potrebbe renderci la vita più bella.

I bisogni sono universali, comuni a tutti quanti, e vanno pensati come un sistema, sono correlati e interattivi. Se escludiamo il bisogno di sussistenza (dormire, mangiare sopravvivere) e quello di senso, che sono super-bisogni, tutti gli altri non sono strutturati in una scala gerarchica, nessuno ha priorità universale sull’altro.

Richieste (le azioni che desideriamo richiedere al fine di arricchire la nostra vita)

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Perché la richiesta sia veramente tale, e non una pretesa, permetti all’altra persona di dire no o di proporre un’alternativa.
Ti assumi la responsabilità di soddisfare i tuoi bisogni e lasci che gli altri si prendano la responsabilità dei propri.
Quando fate qualcosa assieme, dev’essere perché acconsentite entrambi, perché soddisfate entrambi i vostri bisogni e desideri genuini, e non come risultato della colpa o della pressione.

Gruppo di pratica e Seminari Introduttivi sulla Comunicazione Nonviolenta

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Qui trovi una descrizione dela nostra comunità di pratica

Se vuoi partecipare al Gruppo di pratica per l’esercizio e l’approfondimento della Comunicazione Nonviolenta (CNV) e del Dialogo Bohmiano o ad uno dei Seminari  Introduttivi alla CNV organizzati dal Centro di Nonviolenza Attiva, puoi scriverci a info@centrononviolenzattiva.org