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    Intervista ad Annabella Coiro ideatrice del Centro di Nonviolenza Attiva per la Giornata Internazionale della Nonviolenza (2 ottobre)

    ONU

    2 ott – Annabella Coiro, membro dell’organizzazione internazionale Mondo Senza Guerra e Senza Violenza (partner ICAN, premio Nobel per la pace 2018),  è tra gli ideatori del Centro di Nonviolenza Attiva e referente del Tavolo cittadino di Educazione alla Nonviolenza partecipato dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Milano. In occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza pubblichiamo una sua breve intervista.

    Il 2 ottobre è la Giornata internazionale della Nonviolenza, quale importanza ricopre oggi?

    La Nonviolenza è un tema cruciale per le nuove generazioni, è necessario rompere l’automatismo dell’occhio per occhio dente per dente, della discriminazione, della prevaricazione, di 6.000 anni di storia dell’uomo in cui la violenza e la vendetta sono la cultura dominante.

    La questione non riguarda solo i conflitti tra ricchi e poveri, cittadini e immigrati, cristiani e musulmani, omosessuali e omofobici, uomini e donne.

    Cambiamo punto di vista: interveniamo sulla radice, sulla relazione tra esseri umani. È importante per la sopravvivenza stessa del genere umano.

    La violenza non è parte integrante di una supposta natura immutabile.

    La nonviolenza è in grado di dimostrare che è possibile agire, studiando e proponendo strategie di contrasto e di prevenzione della violenza a tutti i livelli.

    È importante anche che ogni individuo faccia la propria parte, che includa nel proprio progetto di vita l’intenzione di condurre una vita diversa dai meccanismi quotidiani a cui siamo abituati, che si sforzi di educare i propri figli e figlie alla nonviolenza.

    Ma che cos’è esattamente la Nonviolenza?

    Abbiamo fatto un’intervista a 200 persone e il 90% non sapeva rispondere con esattezza, aveva una vaga idea piuttosto vicina al pacifismo.

    Pur senza valore scientifico, questa ricerca ci ha fatto riflettere su quanto sia opportuno iniziare proprio da qui: comprendere cosa esattamente sia la nonviolenza attiva.

    La nonviolenza è un atteggiamento di fronte alla vita che rifiuta e ripudia tutte le forme di violenza implicite ed esplicite.

    La nonviolenza attiva è una pratica che permette di esprimersi e realizzarsi pienamente, superando la sofferenza in sé e negli altri. La sua azione è riconoscibile perché lascia una profonda sensazione di armonia, libertà e felicità.

    Nonviolenza è una parola unica e va scritta come tale, perché non è la semplice negazione della violenza bensì un valore autonomo e positivo. Dal 2017 è inserita anche nel vocabolario Treccani.

    Secondo i principi dell’Umanesimo Universalista la Nonviolenza Attiva è una metodologia di azione e uno stile di vita che coniuga la coerenza interna del pensare, sentire e agire nella stessa direzione a un modo di relazionarsi basato su un’universale regola di condotta di base: “Tratta gli altri come vorresti essere trattato”.

    Si distingue dal pacifismo che invece è la sola lotta per il disarmo e contro le guerre.

    Il Centro di nonviolenza attiva crede nella Nonviolenza attiva come un’esperienza, l’espressione più alta dell’umanità, la direzione evolutiva dell’essere umano che conduce alla sua piena realizzazione.

    Insieme ad altri studiosi stiamo arricchendo giornalmente una sorta di indice della nonviolenza: http://it.humanipedia.org/index.php/Indice_della_Nonviolenza

    Una rete nonviolenta a salvaguardia delle nuove generazioni.

    Per lo sviluppo di una cultura della nonviolenza è di fondamentale importanza l’apprendimento postnatale, per questo il tentativo che stiamo facendo è costruire una rete educativa alla nonviolenza attiva, è un tentativo pioneristico per la costruzione di un nuovo paradigma culturale.

    La rete che si è costituita ‘HumanZone’ ha come finalità la costruzione di una prassi virtuosa di promozione della nonviolenza a partire dall’educazione, che vede coinvolti il territorio e le scuole. Vuole essere una sperimentazione in una zona territoriale ristretta come il Municipio 3 di Milano, che possa diventare replicabile in altri Municipi della città, passando da una HumanZone ad una HumanCity.

    All’interno della rete è prevista l’applicazione di una pratica educativa ED.UMA.NA (Educazione Umanista alla Nonviolenza Attiva) progettata per due anni nell’ambito del Centro di Nonviolenza Attiva e del Tavolo cittadino di Educazione alla Nonviolenza a Milano con il supporto dell’assessorato del Comune di Milano, siglata da istituti scolastici, associazioni no-profit ed enti territoriali di Milano, già in atto in alcune scuole in forma sperimentale.

    La consulenza pedagogica nella ricerca-formazione e la valutazione del progetto pilota sono curate dal Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

    Dal 2009 ogni 2 ottobre, organizziamo eventi che possano commemorare la giornata.

    http://www.centrononviolenzattiva.org/progetti/giornata-internazionale-della-nonviolenza/

    In particolare oggi, 2 ottobre 2018, stiamo festeggiando nell’Istituto Comprensivo Stoppani di Milano, coinvolgendo bambini, bambine, ragazzi e ragazze, docenti e genitori in varie attività scolastiche ed extrascolastiche che hanno come focus l’esperienza della nonviolenza.

    Ci auguriamo che presto questa giornata sia diffusa in tutte le scuole, alla pari di tutte le altre feste più note.

    Articolo tratto da www.unric.org

     

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